Il Comune di Stalettì sorge a 382 m. sul livello del mare ed è situato alle spalle del promontorio denominato “Coscia di Stalettì” proteso nel Golfo di Squillace ed anticamente conosciuto come Mons Moscius.
Il panorama di cui vanta abbraccia un tratto costiero molto vasto che va da Crotone a punta Stilo.
Si crede che il borgo debba la sua fondazione a un gruppo di profughi della Città di Lissitania, sorta nei pressi di Santa Maria del Mare-Torrazzo a seguito di una devastazione saracena.
Per quanto riguarda il nome, esso compare in un documento redatto in greco del 1202 e in un altro del 1310 (in Castro Scallachi).
E’ stato indicato anche come Stalaktes, Stalatti (Marafioti 1602) Stilitì (Fiore 1691).
Dal punto di vista etimologico, per il Rohlfs il toponimo riflette il greco “Stalaktè”, avente il significato di "grotta con stillicidio", ovvero "luogo di gocciolio".
L’antico Stalacti risulta esistente nel 1273 in un elenco di castra exhabitata,ma i suoi abitanti risultano dispersi per diversas parte montaneas.
Al contrario non compare nella numerazione fiscale del 1276 in quanto faceva parte del Casale di Squillace, del quale ne condivise le sorti.
Nel 1400 il paese subì un'importante aumento demografico che si interruppe anni dopo a cause delle incursioni dei Saraceni.
Nel 1443 è stato censito con 71 nuclei familiari pari a 355 abitanti.
Un incremento di popolazione lo possiamo riscontrare quando nel XVI secolo il paese viene citato dall’abate Gabriele Barrio in un suo resoconto nel quale descrive un suo lungo viaggio nel quale viene citata la cinta muraria che proteggeva il villaggio che presentava una entrata monumentale ad archi.
C’è però da evidenziare la presenza di reperti archeologici già da epoca romana, prima fra tutti quella della cosidetta “Via Grande”.
Si tratta di una strada romana che collega la costa al borgo, lungo la quale sono visibili ancora oggi i resti di una fornace e di una torre di guardia. Sembra infatti che il territorio vantava la presenza di numerose torri di difesa che sono andate quasi del tutto perdute.