Ultimi Ritrovamenti

Località Pignatello
Fornace

Nel 1996 fu una segnalazione di Rosario Caselenuovo a mettere in evidenza il ritrovamento di resti murari antichi in Loc. Pignatello (ovvero Caminía Alta) nel mentre era in fase di costruzione la strada, che da Stalettì porta nella frazione di Pietragrande.

I lavori che prevedevano l’annullamento completo della strada lastricata di pietre che rappresentava il prolungamento della “Via Grande”, ovvero la  “Romana Aquilia” strada che si snodava sulla montagna di Stalettì per proseguire lungo il versante jonico fino a Reggio.
La suddetta segnalazione di fatto non ha evitato la prosecuzione dei lavori , ma ha portato alla deviazione del tracciato per consentire di salvare i ruderi di una "Antica Fornace" risalente al IV sec. a.C. he serviva per la produzione di tegole per come successivamente catalogata dagli Archeologi dell’École Française de Rome.

L’impianto artigianale, in prossimità del torrente Pignatelli, interamente realizzato in laterizi refrattari, costava di un forno circolare di cui resta solo il perimetro e i muretti divisori interni che sorreggevano il piano d’appoggio forato per la cottura.

Le tegole prodotte in questa fornace erano del tipo piatto con alette laterali e sono databili genericamente all’epoca greca.
Questa tegola ancor oggi risulta essere molto diffusa nella zona: l’impianto doveva rifornire il mercato edile legato agli insediamenti vicini come quello di Chillino e di Santa Maria del Mare.

Cava di granito

Lungo la strada che collega il Paese con la frazione di Pietragrande sono visibili, in prossimità del bordo della carreggiata ovest, tracce di un' antica cava di granito.
Due massi di notevole dimensioni recano ancora una allineamento di fori circolari che rappresentano inequivocabilmente il segno indelebile dell’estrazione della cavo originaria.
Nei fori, molto ravvicinati l’uno all’altro, venivano infatti battuti con una mazza dei pioli di legno che, bagnati provocavano la frattura del granito.
Il frammento estratto veniva poi lavorato con mazza e scalpello.
Il granito in Calabria particolarmente raro, si concentra soprattutto nel territorio di Tropea e di Staletti, anche se i greti di alcuni torrenti sono tutt’oggi formati da massi di questa roccia. Il granito estratto in questa zona serviva un mercato locale regionale.
Il basamento della fortificazione greca di Santa Maria del Mare fu realizzato nel VI secolo a.C. con grossi frammenti di granito legati a secco; anche il decumano della romana Scolacium venne pavimentato interamente con lastre di granito azzurro di Staletti. Blocchi squadrati di granito furono anche reimpiegati nella parte bassa del muro settentrionale della Chiesa Madre di Staletti.
Il granito che poco si presterebbe ad essere lavorato con intenti decorativi e non strutturali, è stato nei secoli invece impiegato anche come pietra per portali, finestre e ballatoi: diversi esempi sono ancora visibili nelle facciate di alcune case e delle Chiese di Staletti.

Località Chillino
Tempio ellenistico

Lungo la strada che collega Staletti con Pietragrande, intrapreso il lungo rettilineo che esce dal paese ed oltrepassate le ultime abitazioni, una stretta stradina di proprietà privata permette di raggiungere il sito greco di Chillino. Si tratta, secondo le recenti indagini archeologiche, di un Tempio dedicato alle Ninfe, organizzato, però quanto è dato ricostruire dopo gli interventi moderni, in una serie di grotticelle alimentati da canali scavati nella roccia che adducevano l’acqua da vicine sorgente. Statuette femminili in terracotta e i fiori di loto, erano i doni votivi offerti al tempio.
La frequentazione del tempio si colloca tra il VI e il III secolo a.C.