Monumenti e luoghi d'interesse
Nel presentare i nostri siti di interesse storico-artistico seguiamo un percorso che porta lungo la Via Grande fino a raggiungere il Centro Storico, per poi discendere verso il mare attraverso la Strada Provinciale.
Ritornati a Copanello, ci soffermeremo sul luogo per illustrare quanto di bello il periodo Casseodoreo ha lasciato e da li si andrà a Caminia per godere sì, di un bel tuffo a mare, ma anche per visitare due siti di particolare interesse sociale-religioso e storico.
Iniziamo il nostro percorso partendo dal promontorio di Copanello Lido, a monte della statale 106, in una area denominata con il toponimo latino "Mons Moscius", designante la "Coscia di Stalettì", ubicata lungo i resti della antica strada romana la “Via Grande”: una strada tutta lastricata con basole di pietre, che si snodava anticamente sul versante jonico da “Regium” (Reggio) fino a “Tarentum” (Taranto) e che oggi va da Copanello Lido fino al centro storico di Stalettì, congiungendosi con le quattro porte del Paese.
Lungo questa ‘Via’ troviamo dapprima la residenza fortificata dei Lucifero, oggi "Casino Pepe", splendido esempio di architettura residenziale fortificata, che parrebbe essere stato costruita sul luogo in cui sorgeva il "Vivarium".
Adiacente al Casino Pepe si trova una Chiesetta privata che identificheremo come "Chiesetta Pepe", ormai quasi completamente distrutta.
Poco distante al Casino Pepe, in un piccolo avvallamento, troviamo l’antica fontana di Cassiodoro denominata “Fonte Arethusa”.
Proseguendo lungo il nostro percorso troviamo dapprima, il meraviglioso ottocentesco Casino della "Tenuta Blandini", una Torre di Guardia che identificata come "Torretta Blandini", che va a sovrastare il territorio circostante; e due Cone Votive: la "Cona di San Gregorio" e la "Cona di San Rocco", da segnalare anche i resti di alcune fornaci di calce.
Continuando il cammino, si trova una tra le tante opere architettonico-religiose più significative del nostro Paese, ovvero i resti della “Chiesa Madre” risalente al secolo XV e dedicata a Santa Maria del Suffragio.
La costruzione sembra far parte di un sistema militare, presidio difensivo di una delle strade di accesso all'abitato.
Nei documenti viene riportato che l’antico tracciato della "Via Grande" proseguisse fino a mare, lato Pietragrande, tracciato non più visibile.
Soffermandosi, nel centro storico è possibile ammirare vari palazzetti nobiliari, come quello della famiglia Aracri, oggi sede della Biblioteca Comunale.
Addentrandosi per le vie del borgo, con un lato che costeggia la piazza principale del Paese, sorge la "Chiesa dell’Immacolata", edificata nel XVIII secolo, che presenta la caratteristica di avere una struttura in pietra lavorata, caratteristica delle maestranze provenienti da Serra San Bruno. La facciata presenta un mirabile equilibrio geometrico con il portale in granito grigio, secondo la tradizione del periodo storico; particolare anche la conformazione del timpano che lo sovrasta. L'interno è a navata unica e presenta una volta a botte con alcuni affreschi e un altare di marmi policromi al cui centro è posta la statua della Madonna Immacolata.
Accanto alla Chiesa dell'Immacolata, si trova la "Chiesa del Rosario", edificio di semplice conformazione geometrica, con una facciata a capanna dall'ampio frontone e con quattro lesene doriche e ioniche scolpite in pietra locale. Il portale è anch'esso scolpito in pietra granitica lavorata finemente dalle maestranze locali e, sebbene abbia una datazione antecedente, è stata ripresa in uno stile ottocentesco.
Ai margini dell’abitato, con il suo bellissimo viale, sorge il "Santuario di San Gregorio", costruito nel XVI secolo, tra l'età cassiodorea e l'alto medioevo, sui resti di un antico cenobio italo-greco del XI secolo dove si concentrava la vita monastica del borgo. Danneggiato dal terremoto del 1783, dopo vari lavori di riadattamento e di restauro, nel 1891 è diventato un Convento dei Francescani Minori. Custodisce al suo interno, sotto l'altare maggiore, le reliquie del Santo Patrono approdate, secondo tradizione, presso la Grotta di San Gregorio sulla spiaggia di Caminia.
Altre mete da non perdere, presentanti testimonianze archeologiche nel nostro territorio, iniziando un percorso a ritroso verso il mare, percorrendo la Strada Provinciale sono:
-La Chiesetta del Rosario (Casa Nazareth);
-La torretta di Stalettì.
Il Sito Archeologico di Santa Maria del Mare con i resti della "Chiesa di Santa Maria de Vetere", ubicato nell’area archeologica del "Castrum bizantino quod dicitur Scillacium", la quale fu studiata da P. Courcelle negli anni Trenta del Novecento. Dagli anni novanta, inoltre, è noto l’impegno profuso nell’area dagli archeologi F. Bougard e G. Noyé dell’École Française de Rome e dalla compianta storica dell’arte Emilia Zinzi.
Oggi il sito risulta essere un bene sottoposto a vincolo monumentale fin dal 1952 e quindi soggetto a tutte le restrizioni del caso.
Giunti a Copanello, scendendo in via San Martino, la via che da Copanello Alta - statale SS106 - scende fino all’attuale Blu ‘70, sono stati ritrovati e portati alla luce i resti dell’antica "Chiesa di San Martino", risalente al VI secolo.
Un piccolo edificio di culto, a navata unica, terminante con una abside trichora, con a fianco una sala all’interno della quale si può vedere un sarcofago in pietra con iscrizioni in greco, dell’VIII sec. D.C., identificato come la "Tomba di Cassiodoro”.
Scendendo ancora, fino a giungere sulla scogliera, si trovano le "Vasche e il Vivarium di Cassiodoro", con le tracce di una struttura per l’allevamento dei pesci, dove secondo alcuni autori antichi, era localizzata una Villa degli Aurelii, possedimento della famiglia di Cassiodoro che risalirebbe a un epoca romano-imperiale: un luogo dove non è il mare a dare il vero nutrimento, ma tutto ciò che rimane è il giusto nutrimento spirituale e culturale.
Percorrendo la costa, si giunge alla bellissima spiaggia di Caminia, sicuramente una delle più belle spiagge della costa, se non dell’intera Calabria. Oltre ad essere una metà balneare estiva molto gettonata, nelle vicinanza della spiaggia sorge la già citata "Grotta di San Gregorio", e di ben più recente scoperta troviamo anche i resti della "Chiesetta di Panaja", di probabile origine bizantina (dal greco tutta santa), dedicata alla Madonna. Dei resti, oggi rimane solo parte di un'abside e parte di un muro con tracce d'intonaco, databile quest'ultimo forse a un'epoca altomedioevale.