La Chiamata

La suggestiva "Chiamata" con processione della Madonna Addolorata nel Venerdì Santo rappresenta Il dolore di una donna che diviene pietà collettiva.
Un volto racchiude tutta quella rappresentazione: il viso di Maria che con il il suo dolore per la perdita del figlio arriva come messaggio diretto nel cuore di ognuno, un dolore antico, profondo, umano.

Ad assistere a questa rappresentazione ogni anno vi sono  numerosissimi fedeli che assistono all’arrivo della Madonna accanto al pulpito.

Ed è da qui che il predicatore  si rivolge all’Addolorata con parole dirette con una supplica:

«Vieni, vieni Vergine Santissima, siamo qui, siamo qui a donarti il Crocifisso».

Con queste parole, al termine della “Predica di Passione”, il sacerdote chiama a se la statua della veneratissima Madonna che viene portata in spalle fino al pulpito dai  “flagellanti” e dai suonatori di “troccola”.

L’ingresso in Chiesa di Maria è un momento che viene vissuto intensamente in un silenzio surreale fino al momento nel quale viene depositato sulle braccia della statua il Crocifisso.

Tutto prosegue nel silenzio della notte,con  la banda  che esegue struggenti marce funebri e accompagna ritmicamente l’uscita dei simulacri con Cristo morto che dopo essere stato deposto dalla croce viene portato in processione, partendo dalla Chiesa del Rosario, lungo le strade illuminate da fiaccole.

Il momento è solenne e toccante e una folla partecipe e silenziosa accompagna le statue  in una processione che si snoda prima nel centro storico poi si allarga alle altre zone del Paese.

I confratelli, con le candele accese e in preghiera, procedono come un sol uomo con la partecipazione a quel dolore di madre espressa da un coro di donne.

È il canto “Ohi Jesu”, la litania identitaria dei stalettesi,proseguirà fino a notte tarda per le vie del Paese.