I festeggiamenti
Le reliquie del Santo giunsero a Stalettì, dove sono tuttora venerate, durante l'imperversare dell'eresia iconoclasta, nell'VIII secolo.
La tradizione locale narra che il corpo del Santo, gettato in mare in una cassa di piombo, arrivò sulla spiaggia miracolosamente sospinto dalle mani degli angeli.
A Stalettì il Santo è venerato due volte l'anno: Il 17 novembre, memoria liturgica, San Gregorio è onorato con la processione e l'offerta del cero e delle chiavi della città.
La festa è preceduta da 17 giorni di preghiera, chiamati diciassettina di San Gregorio e nei giorni del 15/16/17 viene organizzata anche un'antica e storica fiera.
La vigilia della festa (16 nov.) durante la Santa Messa che viene celebrata alla presenza dei componenti dell’Amministrazione Comunale,il Sindaco consegna al Santo le chiavi della città e accende il cero motivo.
Nel giorno di San Gregorio i festeggiamenti si concludono con una solenne processione con il Santo portato nelle vie del Paese.
Il 13 maggio, è il giorno nel quale viene ricordato il ‘’miracolo della pioggia ‘’ (vedi i miracoli).
Viene svolta una processione e alla sera tutto si conclude con il ‘’bacio delle reliquie ‘’nel Convento a lui dedicato .
Ogni 25 anni la Statua e le reliquie del Santo vengono portate in processione nella frazione di Caminia, davanti alla Grotta di San Gregorio, luogo di approdo delle reliquie giunte dall'oriente.
San Gregorio grazie ai suoi miracoli viene festeggiato nel corso della giornata del primo Maggio a Borgia, Paese poco distante dove si celebra la festa di San Gregorio Taumaturgo, in località "Dirupi”.
Il Santo dopo la Santa Messa viene portato in processione sul luogo dove avvenne il miracolo e lì si svolge una festa popolare con balli e giochi tra i quali, ricordiamo, l'albero della cuccagna ed il gioco delle "pignate".
Nella Chiesa del SS.mo Rosario a Borgia, viene custodito sia il busto ligneo del Santo sia la reliquia che consiste in una falange del dito indice di San Gregorio.
Inoltre, per tale ricorrenza per tradizione si preparano alcuni dolci votivi chiamati i “Santariddhi” che vengono portati in Chiesa per essere benedetti il giorno stesso della festa. Alla fine della festa vengono estratti i biglietti vincenti della riffa popolare il cui primo premio è il tradizionale agnello gregoriano.

