La Grotta di San Gregorio è posta a Caminia centro del Golfo di Squillace. Arrivati a Caminia e parcheggiata la macchina si scende in spiaggia proseguendo in direzione nord fino ad incontrare gli scogli di Torre del Palombaro, dove si trova la Grotta di San Gregorio. La Grotta si presenta sul lato della parete con delle croci e una statua in bronzo, posizionata recentemente in segno di ringraziamento.
La Grotta diventa più o meno raggiungibile in virtù delle condizioni del mare, l’acqua che bagna lo scoglio che la separa dalla spiaggia potrebbe essere alta ed allora bisogna salire sullo stesso ,attraversalo ed effettuare un piccolo salto, oppure decidere di raggiungerla a nuoto. Per molti anni l’accesso alla Grotta era possibile solo via mare o per i più esperti come già detto, arrampicandosi sulla roccia. Recentemente grazie al naturale ripascimento di sabbia è stato possibile ad anni alterni a seconda delle mareggiate raggiungerla anche a piedi. La Grotta è composta da due entrate comunicanti con uno sviluppo di circa 80 metri ed è visitabile da tutti, grazie al suo comodo accesso e alle sue dimensioni .
La sua attuale quota è di circa 1.00 m. sopra il livello del mare dal quale dista pochi metri. Particolari sono le dimensioni dell’entrata principale, porta grande, nonché il suo interno. Percorsi pochi metri, dopo aver visitato il suo interno, si può uscire nuovamente su una seconda Spiaggietta da una porta piccola posizionata sul lato destro ,oppure camminando al suo interno inoltrandosi fino a raggiungere un muro. Il muro a secco che si presenta fu costruito dall’Esercito Italiano durante la prima Guerra Mondiale per evitare che il nemico minasse la galleria ferroviaria, raggiungibile attraverso la frattura tettonica che si estende verso l’alto. Il promontorio e la Grotta furono denominati fin dall’antichità con il nome di Vulcano, poi del Palombaro e infine di San Gregorio. Il suo nome ha origini leggendarie, legato ai monaci del Convento di San Gregorio.
Si narra che tra il VII e l’VIII secolo d.C. una bara di piombo, trasportata dal mare, giunse presso la spiaggia ed una volta aperta, la bara rivelò all’interno le reliquie di San Gregorio divenuto Protettore del Paese.