Fonte Arethusa
In un piccolo avvallamento vicino al Casino Pepe ai piedi del Mons Moscius, il toponimo latino designante la Coscia di Stalettì è situata la ‘Fons Arethusa’ o Fontana Arethusa ancora alimentata dalla sorgente. Questa fontana si presenta come un opera in muratura con motivi floreali a stucco con una piccola cavità da cui si vede sgorgare l’acqua. Il punto in cui si trova potrebbe coincidere con una descrizione di Cassiodoro nelle sue’’ Variae’’.
La struttura potrebbe datarsi al VI secolo d.C. ed identificarsi con una Mansio, cioè una stazione di sosta lungo la strada romana conosciuta come Via Grande che da Scolacium porta a Staletti.
La fontana è tuttora alimentata dalla sorgente originaria e si caratterizza per una facciata monumentale a lesene sovrastate da un architrave e da un sottostante bacino trasformato in lavatoio sul lato sinistro.
Il prospetto principale in muratura si curva in due ali laterali sulle quali si notano le tracce di modanature ormai erose dal tempo.
Una nicchia, di forma rettangolare, decorata in alto da una protome umana frammentaria in marmo domina lo spazio centrale della struttura architettonica.
La decorazione originaria era probabilmente la testa di una Gorgone.
Oggi la ‘Fons Arethusa’ o Fonte Aretusa , non è più di facile individuazione per come c’è la ricorda Cassiodoro, non è più circondata da un canneto la cui ombra e le virtù di queste acque rendono piacevole la sosta alla persona che vi si accosta, e non vi è più lo stagno con le calme e placide acque, che restano tali finchè non si tossisce o si alza la voce o si fa rumore, poichè iniziano a ribollire come se sotto la superficie dell’acqua vi fosse un fuoco, e come se il sussurro umano avesse risvegliato un animale che alla voce umana risponde!
Oggi la fontana purtroppo non viene sufficientemente curata, spesso è invasa dai rovi e dall’erbacce con un lieve rigagnolo d’acqua che scorre, creando un pantano nel terreno circostante.