Rosario
CASALENUOVO
Descrivere Rosario è un compito abbastanza arduo, perchè si rischia di non far capire completamente la personalità e l’importanza del ruolo, che lo stesso ha svolto nella nostra comunità. Rosario è sempre stato un uomo per molti scomodo, ma ispirato dall’amore verso la sua terra e ancor di più verso Staletti. Un amore che ha messo in campo con impegno costante, quotidiano, senza tregua e con la gioia che solo chi ama il proprio lavoro sa fare.
Un uomo solitario, per le difficoltà che ha sempre incontrato nel nostro contesto, per aver assunto ruoli forti. Oggi grazie ad una maggiore consapevolezza, dando la giusta importanza ai temi da lui trattati, viene rivalutata la sua passione, la caparbietà, la conoscenza e la sua storia personale e professionale. Rosario è un uomo che come spesso succede è stato ammirato ed onorato più oltre confine paesano che da noi concittadini, grazie alla sua grande professionalità, ha ricoperto molteplici incarichi tra i quali l’incarico di “Ispettore Onorario”, con provvedimento emanato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Direzione Generale Archeologica Bella Arti e Paesaggio, Servizio I), una prima volta nel 1983/85, la seconda per il triennio 1999-2002 ed ancora nel 2018/21.
Incarichi da espletare, nei Comuni di Stalettì, Gasperina, Montauro e Amaroni (CZ)» con la specifica di Tutela e Vigilanza dei Beni Architettonici e Paesaggistici nelle provincie di Catanzaro, Cosenza e Crotone, con la specifica menzione:
«Tenuto conto della particolare capacità professionale, culturale, scientifica e della concreta esperienza maturata nel settore, che rendono particolarmente utile, per la succitata Soprintendenza, la collaborazione del Prof. Rosario Casalenuovo per l’espletamento dell’incarico onorifico»
Ha collaborato con molteplici testate giornalistiche:
- “Gazzetta del Sud”, con la quale ha collaborato per oltre 25 anni, sin dal 1990;
- il periodico "L’Opinione" dal 1992 al 1995, come corrispondente il "Corriere di Roma", ‘’Calabria Sconosciuta’’ e ‘’Nuova Impronta’’ di Roma, di cui è stato redattore dall’anno 1995 al 1997;
- ''Calabria’’, ‘’Il Quotidiano’’, ‘’Calabria Letteraria’’, ‘’Fiore di Pietra’’, ‘’Jonio Star’’;
- nel 1978 nel mentre operava quale Perito Edile ed impresario al restauro del Santuario di San Gregorio Taumaturgo dietro sue ricerche grazie ai lavori di spicconatura delle arcate in pietra granitica che adornano l’abside della Chiesa , già cenobio basiliano,,sono stati trovati significativi segni di antico quali quelli della Cappella oggi dedicata a San Antonio da Padova (vedasi l’arcata in pietra d’ingresso e la cripta posta sotto il pavimento della stessa);
- nel 1983 fu il primo a segnalare durante i lavori di realizzazione del Villaggio “Calabria Mare” in Località “Santa Maria del Mare” , in pieni luoghi cassiodorei, la distruzione della necropoli post-romana di Scyllacium;
- nel 1996 fu sua la segnalazione del ritrovamento di resti murari antichi in Loc. Pignatello (ovvero Caminía Alta) nel mentre era in fase di costruzione la strada, che da Stalettì porta nella Frazione di Pietragrande, lavori che prevedevano l’annullamento completo della strada lastricata di pietre che rappresentava uno dei tratti della cosiddetta “Via Grande”, segni della “romana Aquilia” sulla montagna di Stalettì.
La suddetta segnalazione non ha evitato la prosecuzione dei lavori , ma ha portato alla deviazione del tracciato per consentire di salvare, una fornace del IV sec. A.C., a detta anche degli Archeologi dell’École Française de Rome; - importante è stata anche la segnalazione del gennaio 1995 contro “Le ruspe stanno distruggendo il Castrum di Stalettì”), riferito all’azione delle ruspe in Località “Santa Maria del Mare”, ovvero, sui siti cassiodorei con il preciso intento di distruggere antichi miri che guardano sul burrone Vulcano.
- “La Grotta di San Gregorio Taumaturgo un tempo di Vulcano”
- “Alla ricerca dei anti antichi di Stalettì”
- La chiesa di Santa Maria de Vetere Squillacio in Stalettì: la prima basilica mariana di Calabria;
- Guida storico-turistica di Stalettì.
Rosario è stato uno dei maggiori artefici del ritrovamento nel luglio 1991, dei resti della Chiesetta Bizantina di Loc. Panajía di Caminía da parte degli Archeologi dell’École Française de Rome guidati dalla Prof.ssa Ghislaine Noyé e dal Prof. François Bougard).
Ha scoperto i resti murari di alcune torri di avvistamento, tra cui “‘a Turra” di località Gullà, quella del Palombaro, inglobata in una villa di Loc. Torrazzo di Caminía e quella inglobata in un edificio rurale in via di demolizione, in Località Pignatello a Caminía Alta.
Rosario è autore tra l’altro di vari saggi quali:
Ha scoperto e segnalato un “Dolmen” in Loc. Raca di Stalettì e altri monumenti megalitici, posti sullo stesso monte.
Con il saggio Le Pietre di Stalettì ed il fenomeno megalitico, ancora una volta lamenta l'incapacità della terra di Calabria di investire sulle sue ricchezze infinite e sulla sua storia, ebbe a dire: «…storia, che può, sotto certi aspetti meravigliare, investire la coscienza dell’umanità intera, questa terra che tante volte non ce la fa, perché si perde nell’improvvisazione, perché non riesce di mandare davanti a se le ricchezze che ha sul suo territorio, nei suoi uomini.